La Logica del Tornasole
CARS - mostra di fine residenza
Omegna - 6 /13 ottobre 2013

CARS giunge alla sua IV edizione presentando l’opera dei residenti 2013: Sergio Breviario, Giovanni De Francesco, Laura Pugno e Cosimo Veneziano (i primi tre selezionati dalla direzione tra gli artisti delle edizioni passate di MARS Milano; Cosimo Veneziano prescelto dal comitato scientifico tra i numerosi candidati alla open call).

Gli artisti, ispirati dall'esperienza residenziale sul territorio e dalla frequentazione del contesto industriale, offrono al pubblico l'esito della loro ricerca recente.

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La Logica del Tornasole

di Lorenza Boisi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Significato di:
ESSERE LA CARTINA DI TORNASOLE

a) Attrarre gli altri usando volutamente la propria capacità di seduzione;
b) Avere un grande senso di responsabilità;
c) Essere una prova di verifica;
d) Essere il risultato di un lavoro molto impegnativo.

Punti che ci avvicinano al principio della ricerca artistica ma anche, relativamente al lavoro residenziale, alla forma di “esito”.

E poi ancora:

Il tornasole è un colorante di origine vegetale generalmente ottenuto per estrazione con alcali dai licheni del genere Rocella.
Dal punto di vista chimico è una miscela complessa di varie sostanze, la principale è il 7-idrossi-2-fenazinone.
Verde a pH neutro, vira al rosso in ambiente acido (pH < 4,4) e al blu in ambiente basico (pH > 8,0). Data la sua capacità di cambiare colore in funzione del pH dell'ambiente in cui viene posto, trova utilizzo in chimica analitica come indicatore.
Viene utilizzato principalmente supportato su strisce di carta - le cosiddette cartine al tornasole - che vengono immerse o poste a contatto con il campione di cui si desidera conoscere l'acidità o l'alcalinità.

Dunque il Tornasole, sposato alla sua cartina, è utilizzato come indicatore in chimica analitica per la sua proprietà di colorarsi in azzurro in ambiente basico e in rosso in ambiente acido.
Modificarsi secondo l’ambiente.

Essere duttile, cromaticamente duttile ed ambivalente, sapendo dare una trasduzione cromatica agli stati di acidità che sposi letteralmente anche il nostro sentimento occidentale per l’antinomia del colore caldo/freddo.
Una sinestesia orizzontale, si sarebbe detto molto tempo fa, più recentemente una dimostrazione dello Spirituale in Laboratorio…
Ma in senso figurato, la Cartina di Tornasole ci vuol dare prova decisiva o irrefutabile di qualcosa… di cosa? di un’esperienza?
Il nome tornasole deriva dal francese tournesol, ovvero Girasole.

E Il Girasole cosa fa?
Risponde ad una logica diversa da ogni previsione, incurante dell’immaginario collettivo, della musica italiana per le masse e degli stolidi ed infestanti replicanti sintetici da lunotto posteriore.
La sua parte esposta all’ombra ha una crescita più veloce e vigorosa del lato esposto al sole, il suo stelo si curva, diversamente evoluto, volgendo così la corolla al sole.
Dunque, a dispetto di ogni previsione, di ogni parere diffuso, il Girasole… il TORNASOLE crede nell’ombra, si volta verso il sole, come per guardarlo, per amarlo, ma ci sorprende nel vero prender vita dall’oscuro.
Dall’ombra che magnifica la sua crescita cellulare.
Il moto verso il sole è solo un incidente secondario alla vera funzione vitale.

Ecco quale Logica.

La Logica dell’inatteso.
La Logica della reazione diretta.
La Logica primaria che si fa segreto elitario.
La Logica di quanto non sia apparentemente logico.

Non per tutti, almeno…
Non per il Girasole, il Tornasole e nemmeno per la sua cartina…

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Opening foto di Davide Vergnano


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Opere foto di Davide Vergnano

Sergio Breviario: “Allungare a dismisura una cornice equivale a non tener conto della forza di gravità, come se non la si conoscesse; costruire una macchina caleidoscopica per deformare lo spazio circostante è solo un gioco per creare una vertigine, vedere la stessa cosa in modo diverso”.

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Giovanni De Francesco: “presenta un’installazione caratterizzata da tre diversi gruppi scultorei dal titolo “Isola”… Il piccolo e ordinato arcipelago di oggetti e di forme che compongono i vari insiemi di “isole” che nascono sostanzialmente dall’incontro con il luogo (la fabbrica), dalla contemplazione del paesaggio e del relativo portato evocativo, imminente e remoto…” [dal testo critico di Riccardo Conti].

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rma visiva. Le sculture che presenterò a CARS sono il risultato di una ricerca volta ad indagare la forma tattile, ossia una forma che prescinde completamente dalla vista. Realizzate con un materiale quasi-didattico, sono state modellate dopo un ‘rapporto’ unicamente tattile con l'oggetto”.

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Cosimo Veneziano: “Il lavoro presentato a CARS è una ricerca sull’educazione alla gestualità, che parte dai manuali d’istruzione dei giochi dedicati ai mestieri artigianali, costruiti a partire dagli Anni ‘60 fino ai primi Anni ’90. Ho deciso di concentrare, la mia ricerca su un piccolo frammento di questo vasto mondo...All’interno di quel frammento sono racchiuse descrizioni dettagliate, istruzioni precise, una vera propria educazione al movimento”.